La storia del paladozza

MADISON DI PIAZZA AZZARITA

Il PalaDozza è chiamato così solo dal 1996. Il nome fu dato in onore del sindaco Giuseppe Dozza che 40 anni prima, nel 1956, lo fece costruire per dare la possibilità ai bolognesi di assistere ad eventi sportivi, spettacoli musicali, congressi e dibattici politici.
Il soprannome di "Madison di Piazza Azzarita", deriva dal fatto che all'epoca dell'inaugurazione del palasport, si diceva che fu ispirato alla cultura capitalista occidentale e la particolare forma da "astronave" della sua struttura, era in tutto e per tutto simile al mitico Madison Square Garden di New York.

15 marzo del 1954
Giorno di inizio lavori, il Cardinale Lercaro disse: “Tra la più viva soddisfazione degli sportivi e di tutta la cittadinanza bolognese, abbiamo posto la prima pietra del nuovo Palazzo dello Sport. Con l’acqua lustrale è scesa copiosa su questa pietra anche l’acqua di marzo, non desiderata né invocata. Ma noi l’accettiamo come una più ampia benedizione per questa opera che darà lavoro a molti operai e una casa agli sportivi” 1956 Il PalaDozza, una volta terminati i lavori nel 1956, registrava questi numeri: area di 7200 mq, cubatura complessiva di 85.000 mc., all’interno sono ricavati 18 gradoni disposti su uno sviluppo di circa 2500 metri lineari, la cupola poggia su 48 colonne di acciaio incastrate nelle strutture di cemento armato, la capacità del pubblico a sedere è elevata a un massimo di 7500 posti, con la possibilità di supercapienza di altri 1500 posti in piedi, per un totale di 9000 posti.

1956
Il PalaDozza, una volta terminati i lavori nel 1956, registrava questi numeri: area di 7200 mq, cubatura complessiva di 85.000 mc., all’interno sono ricavati 18 gradoni disposti su uno sviluppo di circa 2500 metri lineari, la cupola poggia su 48 colonne di acciaio incastrate nelle strutture di cemento armato, la capacità del pubblico a sedere è elevata a un massimo di 7500 posti, con la possibilità di supercapienza di altri 1500 posti in piedi, per un totale di 9000 posti.

Uno dei motivi principali per cui si rese necessaria la costruzione del palazzo dello sport, fu perché l'allora impianto più importante della città, la Sala Borsa, era troppo piccola per accogliere la richiesta di pubblico per le partite di pallacanestro delle 3 squadre di Bologna in Serie A (Virtus Minganti, Preti Gira e Moto Morini) e per gli incontri di pugilato, soprattutto del "Gigante Cavicchi". Il limite imposto dalla questura alla Sala Borsa, era di 1050 posti. Il PalaDozza fu il primo importante impianto sportivo post bellico realizzato a Bologna. Fu stato costruito sullo spazio “liberato dai bombardamenti” tra Porta San Felice e Porta Lame, su cui sorgeva in precedenza l’Ospedale Maggiore che era adiacente alla palestra Canetoli.

12 settembre 1956
Il Palazzo dello Sport è stato inaugurato con la partita internazionale di basket Italia-Polonia (terminata 70-54) il 12 settembre 1956, primo incontro del prestigioso Trofeo Mairano che in quegli anni rappresentava la massima manifestazione del basket europeo e richiamava le migliori nazionali continentali tra cui la Russia che si aggiudicò l’edizione disputata sotto le Due Torri. Come dicevamo, i lavori durarono solo 2 anni e nell’euforia dell’inaugurazione ci si dimenticò delle biglietterie. Le impiegate addette alla vendita dei tagliandi, in emergenza, si dovettero portare le biglietterie mobili utilizzate allo stadio Renato Dall’Ara.

LA CASA DELLO SPORT BOLOGNESE

Da quel momento il PalaDozza ha ospitato le gare delle principali squadre cittadine di basket e pallavolo, incontri di pugilato, tornei internazionali di tennis, mondiali di ginnastica, importanti appuntamenti di biliardo, catch, hockey, danza, pattinaggio, scherma, subbuteo e non solo. È diventata la casa dello sport bolognese ma anche un luogo, di rilevanza nazionale, per eventi musicali tra cui i concerti di Rolling Stones, Jimi Hendrix, Deep Purple, Elton John, Pavarotti solo per citarne alcuni, spettacoli teatrali, congressi politici ed eventi di vario genere.

Il Presidente del CONI, Onesti, nel suo intervento ribadì che il Palazzo dello Sport di Bologna, per la grandiosità e l’originalità delle sue linee e la praticità delle attrezzature, sarebbe subito diventato punto di riferimento dello sport nazionale. Aggiunse poi che la città di Bologna, per le sue tradizioni sportive, meritava di essere premiata con l’assegnazione di questo impianto prototipo (in base allo stesso progetto è stato costruito il Palasport Olimpico di Roma).
L’avv. Onesti consegnò poi simbolicamente una chiave d’oro al Sindaco Dozza.

Non solo la casa dell’epopea di Virtus e Fortitudo, quindi, ma un’opera che ancor oggi rappresenta per importanza architettonica, atmosfera e storia, uno dei palasport più importanti mai realizzati in Italia.

LO SPORT

1956
Il primo evento sportivo al PalaDozza fu il trofeo Aldo Mairano di basket con 6 nazionali: URSS, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Svezia, e l’Italia che aveva 7 giocatori delle 3 squadre bolognesi (Virtus, Fortitudo e Gira). La prima palla a due nella storia del PalaDozza venne alzata il 12 settembre 1956 e a saltare c'erano la Nazionale italiana e la Polonia. Vinsero gli azzurri per 70 a 54.

Il primo derby
di Bologna di basket fu giocato il 29 ottobre del 1956 tra la Virtus e il Gira con vittoria del Gira 45-42. Il Gira venne fondato nel 1921 ed era una polisportiva con sede a Bologna. Tra le discipline praticate, oltre alla pallacanestro, c'era il ciclismo dal quale, tra l'altro, derivava il nome stesso scelto dai fondatori: erano le prime lettere del cognome del ciclista Costante Girardengo, molto popolare in quegli anni.

Pugilato
Lo spettacolo che in assoluto riempiva maggiormente il PalaDozza, era il pugilato. A fine anni '50 accorrevano anche 9000 persone per guardare gli incontri dell'idolo di casa Francesco Cavicchi, il gigante di Pieve di Cento. 15 anni di carriera nei pesi massimi, tolti i guantoni del pugile, è tornato a fare il contadino nei suoi amati campi lì dove Pieve di Cento delimita il confine tra la provincia bolognese e quella ferrarese.

Harlem Globetrotters
Il grande basket a stelle e strisce arrivò al PalaDozza nell'estate del 1959, con l'esibizione dei meravigliosi Harlem Globetrotters, che portavano spettacolo e divertimento nei palasport di tutto il mondo. A quell'epoca, con questa speciale squadra di "giramondo", giocava anche Wilt Chamberlain, uno dei più grandi giocatori della storia che ancor oggi detiene il record di punti segnati in una partita NBA: 100.

1962
Il PalaDozza ha assegnato anche uno scudetto di basket in campo neutro nel 1962, quando Milano battè Varese allo spareggio. 6 anni dopo, nel 1968, sempre Milano, e sempre al PalaDozza, vinse la Coppa dei Campioni in finale contro lo Slavia Praga davanti ad un pubblico da record: oltre 10.000 spettatori.

Il 15 dicembre del 1966
Il PalaDozza è teatro di un evento storico che segnerà per sempre la storia del basket italiano: la Virtus Candy e la Fortitudo Cassera, si affrontano nel primo derby giocato in questo impianto. Vincono i bianconeri 73- 66, ma sarà solo il primo appuntamento dell'evento che, come nessun altro, incendierà i muri e l'atmosfera del PalaDozza di Bologna.

Tennis
Tra il 1971 e il 1975, il PalaDozza ospita un importante torneo indoor di tennis. I campioni che vengono a deliziare la platea con demi-volée, ace e tweener, sono semplicemente i più grandi dell'epoca, ed anche della storia: Rod Lever, Arthur Ashe, Bjon Borg (che introduce il rovescio a due mani), John McEnroe ma anche i nostri Nicola Pietrangeli e l'allora giovane Adriano Panatta.

LA MUSICA

Il primo grande concerto
Fu nel 1957, quando al PalaDozza arrivarono i Platters. La formazione di Los Angeles, che scriverà un importante capitolo della storia della musica vendendo 53 milioni di dischi, proponeva un genere molto innovativo dal momento che era un gruppo "vocale". Nel 1957 prima, e nel 1958 dopo, "Only You" e "My Prayer" sono i dischi più venduti in Italia. Ad attenderli al PalaDozza ci sono 4 mila persone in visibilio.

1958
tocca a Paul Anka infuocare il PalaDozza. L'allora 17 enne canadese, era già entrato nelle case di tutto il mondo con "Diana", e fece il suo primo incontro con l'Italia, proprio nel nuovo palasport di Bologna. Quell'Italia che rappresentò per lui una seconda casa: 2 partecipazioni a Sanremo, 1 film e varie produzioni di canzoni in lingua italiana.

2 e il 3 ottobre 1959
Arriva al PalaDozza la II edizione del Festival del Jazz, organizzato da Alberto Alberti e Cicci Foresti. Ospite d'onore è Chet Baker. Il Festival riscuote un tale successo da divenire, nei 16 anni successivi, il più importante appuntamento jazzistico in Italia. Duke Ellington, Paul Gonsalves, Dizzy Gillespie, Charlie Mingus, Ella Fitzgerald e Ray Charles sono solo alcuni dei grandi nomi ospiti della rassegna.

Rolling Stones
Il 15 aprile 1967 arrivano per la prima volta in Italia, i Rolling Stones. Migliaia di giovani attendono dal mattino la band fuori dal PalaDozza. Due concerti in un giorno: uno alle 16 con 2000 paganti e l’altro alle 21 con 5000. Verso la fine del concerto serale alcune centinaia di ragazzi senza biglietto hanno tentato di forzare le entrate, provocando l'intervento dei carabinieri. 40 minuti le durate dei due concerti.

Jimi Hendrix
Il 26 maggio del 1968, arriva il più grande chitarrista di sempre, Jimi Hendrix. Un Doppio concerto (pomeridiano e serale) ma nessun bagno di folla ad accoglierlo: solo alcune centinaia di fans assiepate sotto ad un palco molto piccolo. Eroe negli States e in Inghilterra, conosciuto solo dai fan del rock in Italia.
Quella sera, fra il pubblico, c’erano anche Lucio Dalla e Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco Rossi.

Gli anni ottanta e novanta
sono anni di grandissimi concerti al PalaDozza, sia di musica internazionale che italiana: Talking Heads, Simple Minds, Joe Jackson, Peter Gabriel, Depeche Mode, AC/DC, Spandau Ballet, Talk Talk, Eric Clapton, Roxy Music, ma anche Finardi, Branduari, Venditti, Ricchi e Poveri, Albano e Romina, Pooh, Ornella Vanoni, Claudio Baglioni, Loredana Bertè, Pino Daniele, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Ron e Lucio Dalla.

Dal 1998 al 2001
il PalaDozza è stato la casa del programma tv musicale trasmesso su Rai Uno, "Taratata". Condotto prima da Enrico Silvestrin e Marco Morandi, poi da Vincenzo Mollica e Natasha Stefanenko, ha visto esibirsi: Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Carlos Santana, Bruce Springsteen, Elio e le Storie Tese, Elisa, Ligabue, Vasco Rossi, Zucchero, Lionel Richie, Gianna Nannini, Carmen Consoli, Giorgia, Madonna e non solo.